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copertina
     
 

In ricordo di un padre e di un nonno
che questa storia
l’ha vissuta e raccontata
e di quanti non l’hanno potuta raccontare
perché morti o dispersi
a causa della guerra (1940-1945)

 
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ANTONIO E SALVATORE j. COSCARELLI (a cura di)

Un combattente per la libertà d'Italia

Il diario di Salvatore Coscarelli sergente della divisione

partigiana «Garibaldi» nei Balcani (1943-1945)

2013, pp. 96, ill., 12x20

Isbn 978-88-8276-399-2, euro 8,00

 
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Dal 9 settembre 1943 i militari delle divisioni italiane (Venezia, Taurinense, ecc.) diventano combattenti, nei Balcani, per la libertà d’Italia contro i tedeschi ed i loro alleati, attraverso la gloriosa divisione partigiana «Garibaldi». Successivamente verranno equiparati a tutti gli effetti ai militari volontari che hanno operato in unità regolari delle FFAA nella lotta di liberazione contro il nazi-fascismo ai sensi del decreto legge 6 settembre 1946 n. 93.
In queste pagine viene presentata la storia del sergente Salvatore Coscarelli, che lui stesso ha descritto nel Diario di guerra, che si premurò di redigere dal 1943 al 1945 e di cui viene riportato integralmente il testo.

 
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Questo scritto non è solo un attestato di grande affetto di un figlio e di un nipote verso un padre ed un nonno, ma dovrebbe essere anche un attestato di riconoscenza e di orgoglio di un paese verso un proprio cittadino, della patria verso un italiano semplice onesto e valoroso, capace di fare scelte giuste per amore dell’Italia, fino al rischio della propria vita. Tutti valori primari che – a dire del cardinale Angelo Bagnasco – «fanno parte della nostra storia italiana ed europea e ne costituiscono il tessuto profondo». Valori che hanno bisogno di essere rivisitati, recuperati e riproposti in un mondo smemorato e spesso senza più grandi riferimenti ideali.
L’iniziativa di Tonino e Salvatore Coscarelli va al di là della cerchia e degli affetti familiari e ripropone il riferimento ai «testimoni» che danno concretezza e orientamento alla vita. Rimane a tutti il dovere di non dimenticare e di raccogliere il messaggio semplice, ma chiaro, di uno stile per cui vale la pena vivere.

Dalla presentazione di mons. Emilio Servidio

 
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