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ASSUNTA SCORPINITI

La Calabria di Escrivà

Viaggio sulle tracce del fondatore dell'Opus Dei

Presentazione di Joaquìn Navarro-Valls

2007, pp. 334, ill., 12x20

Isbn 978-88-8276-287-2, euro 15,00  vedi…

 
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Un nuovo, interessante racconto della nostra terra è quello che emerge dalle pagine del volume La Calabria di Escrivà. Viaggio sulle tracce del fondatore dell’Opus Dei, della scrittrice Assunta Scorpiniti, da poco pubblicato dalla casa editrice cosentina «Progetto 2000».
Si tratta di un percorso tra i luoghi e la memoria dello storico viaggio compiuto in Calabria dal santo spagnolo canonizzato nel 2002 da Giovanni Paolo II: San Josemarìa Escrivà, che, per gettare le fondamenta del lavoro apostolico nel Sud d’Italia, vi giunse nel 1948 a bordo di una vecchia Aprilia modello 438, in compagnia del rettore della chiesa romana di Santa Cecilia, mons. Umberto Dionisi, di don Alvaro del Portillo (sarà il suo successore), dell’avvocato spagnolo Alberto Taboada e di un giovane professore calabrese, Luigi Tirelli Barilla.
Una ricostruzione puntuale, resa con ampi riferimenti ai nostri paesaggi, consuetudini e tradizioni, al senso religioso dell’epoca e al contesto socio-culturale della Calabria contadina del secondo dopoguerra, a cui l’autrice fa seguire il racconto delle espressioni, dei sentimenti e delle storie di vita legate alla diffusione tra la gente calabrese del rivoluzionario messaggio di Escrivà: santificando il lavoro e la normale vita di ogni giorno è possibile una «santità a portata di tutti», e, quindi, la perfezione del cristiano.
Tutto ciò ha impegnato per tre anni la scrittrice che, in una sorta di «viaggio nel viaggio», si è messa sulle tracce del fondatore dell’Opus Dei per cercare testimonianze, memorie e tentando di stimare con cognizione, obiettività, e, soprattutto, oltre ogni pregiudizio e le idee, spesso sbagliate, sull’Opera (com’è abitualmente chiamata) da lui fondata nel 1928 e che oggi, fra gli 85 mila fedeli sparsi nei cinque continenti, annovera molti «figli» calabresi (la Calabria è anche la regione d’Italia con il maggior numero di strade, piazze, strutture pubblici e sacre immagini e lui dedicate).
I vari aspetti del racconto e dell’indagine sono indicati nella prefazione, recante la prestigiosa firma di Joaquìn Navarro-Valls: «L’autrice del libro – scrive l’ex portavoce di papa Wojtyla - ha dato prova di un eccezionale intuito per una singolare capacità di ricostruzione ideale della presenza di un santo in una regione italiana piuttosto lontana da quella spagnola dell’Aragona.… dalle interviste, avute con i figli spirituali di San Josemarìa, la nostra amica calabrese ha saputo cogliere i valori essenziali, le buone qualità, le virtù umane che egli predicò e praticò e le siamo grati per le parole amabili, i giudizi discreti e le sorridenti battute dell’uomo che Dio aveva scelto per ricordare ai nostri giorni terreni la speranza cristiana di trasformare questo mondo in un’anticamera del Cielo».

 
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