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Il senatore Giuseppe Mario Militerni

 
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scheda

GIUSEPPE MARIO MILITERNI

Il messaggio sociale di San Francesco di Paola

prefazione di Giovanni Leone, nuova edizione per il centenario della nascita di Militerni

2014, pp. 159, ill., 15x21

Isbn 978-88-8276-434-0, euro 10,00

Presentazione

Il più eloquente aspetto della complessa e prodigiosa personalità di San Francesco di Paola per questa dura ora della società umana è quello di riformatore sociale. Egli fu, infatti, un grande riformatore sociale sia per quanto concerne i suoi rapporti col popolo sia per quanto concerne i suoi rapporti con quella che potremmo chiamare la classe dirigente di quel tempo.
Con l’esempio della sua lunga vita; con il monito della dura regola imposta ai suoi figli; con il significativo linguaggio dei miracoli che egli preferì compiere nelle classi più umili e povere; con l’insegnamento della fondazione dei suoi conventi, centro di luce spirituale e di attiva e feconda carità, istituiti per primi nella poverissima sua terra di Calabria, e poi in Sicilia; con la forza della sua parola semplice, disadorna, incolta ma ricca di calore umano e di impeto religioso e perciò tanto più efficace, egli indicò al popolo la via del bene e del giusto, correggendo costumi di barbarie, di vendetta, di odio, sperimentando le vie dell’amore e della carità, richiamando le genti ai veraci insegnamenti della religione.
Fu riformatore sociale soprattutto quando si rivolse ai dirigenti della società politica del tempo. Egli, infatti, non solo in privato, ma anche e sopratutto in pubblico, non rinunziò ad alcuna occasione per richiamare – senza cautele o delicatezze, senza diplomatici velami o per lo meno apprezzabili accorgimenti, bensì con energia e veemenza, con quella stessa veemenza con cui Cristo usò la sferza per cacciare dal tempio i profanatori – i potenti, i ricchi ed i sovrani al dovere di un rigido costume di vita, di una giusta imposizione tributaria; per ammonire che il potere va inteso, non come privilegio, bensì come duro esercizio di un servizio nell’interesse del popolo.
Nelle invocazioni, nelle rampogne, nelle sollecite ed immediate risposte, egli assume la posizione di un vindice e di un castigatore; ed è solo in tali atteggiamenti che l’abisso di umiltà in cui aveva sprofondato la sua personalità si trasforma d’incanto in una sublime altezza dalla quale, come un dominatore, tanto più forte ed agguerrito quanto più inerme e consunto nella carne, egli detta insegnamenti, minaccia punizioni ed incita alla conversione uomini che, fino allora, non avevano consentito ad alcuno neppure di sollevare gli occhi verso la loro potenza.
Se questo era anch’esso un miracolo che aveva le profonde radici nella santità della sua vita, era insieme un grande momento di quell’educazione morale e di quel profondo rivolgimento sociale che la Chiesa da venti secoli va operando.
A quanti oggi tentano di arrogare ad altri insegnamenti, e soprattutto ad un’impostazione materialistica ed atea dei problemi della vita, il monopolio delle rivendicazioni sociali, sarà sufficiente ricordare che, per venti secoli, e nei tempi più duri, solo la Chiesa, nell’imponente opera dei suoi santi o nell’oscuro ministero dei suoi sacerdoti, è stata sempre accanto ai poveri ed ai diseredati.
Presentazione di Giovanni Leone

L'autore

Giuseppe Mario Militerni è nato a Cetraro (CS) il 24 ottobre 1914. La sua forma mentis di aperta ispirazione cristiana ha tratto alimento dal severo impegno negli studi umanistici, alunno dei Padri Benedettini di Badia di Cava dei Tirreni. Laureato in Giurisprudenza, il 1936, nell’Università di Napoli, riportando il massimo dei voti con una tesi di laurea sul pensiero filosofco-giuridico di Gian Domenico Romagnosi.
Ha militato, sin dalla giovinezza, nell’Azione Cattolica Italiana. Ufficiale di complemento, dall’immediato dopoguerra, ha partecipato attivamente alla rinascita democratica del Paese. Pur essendo chiamato a ricoprire molteplici incarichi amministrativi e politici, eletto e rieletto senatore, nelle liste della Democrazia Cristiana in Calabria, Collegio di Paola-Castrovillari, ha tuttavia proseguito la sua attività di studioso e di pubblicista. Si direbbe che il contatto sistematico con la dura realtà delle complesse problematiche umane e sociali acuisse in lui la passione per l’indagine, nella ricerca delle vie dell’equazione tra realtà e verità, essere e dover essere.
Collaboratore di riviste e giornali, è autore di una monografia Il monismo giuridico e la crisi del diritto (Milano, Giuffrè, 1951), positivamente recensita da «La Civiltà Cattolica» (anno 103, n. 2456) per la lucidità ed il realismo dell’analisi.
Intensa la sua attività parlamentare, nella III e IV legislatura, quale componente delle Commissioni: Agricoltura, Lavoro e previdenza sociale, Difesa, Affari Esteri, Finanze e Tesoro e di numerose altre commissioni straordinarie. Proponente e relatore di notevoli disegni di legge, tra cui quelli per la riforma dei contratti agrari e per la riforma dell’Amministrazione degli affari esteri, il suo contributo ai lavori del Senato, nella III e IV Legislatura, è raccolto in una collezione: Discorsi e relazioni parlamentari di tre volumi, il primo di 489 pagine, il secondo di 401 pagine ed il terzo di 321 pagine. Nell’aprile 1966 ha dato alle stampe il saggio Il messaggio sociale di San Francesco di Paola. Il 26 marzo 1967, giorno di Pasqua, nella sua casa di Cetraro, un infarto ferma il suo cammino di cetrarese, di cattolico impegnato, di politico lungimirante.

 

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